di Georg Steinberger*
Se vuoi sapere che tempo fa, basta guardare fuori dalla finestra. Lo stesso vale, più o meno, per il mercato dei semiconduttori: vuoi sapere chi domina il mercato? Basta osservare i numeri.
Le aziende americane del settore stanno guidando il mercato globale per fatturato, proprietà intellettuale e prospettive future. Con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e del calcolo quantistico, questa supremazia è destinata a durare.
E l’Europa? Resta ferma a lamentarsi delle difficoltà della sua industria automotive.
Davvero? Forse è il momento di cambiare prospettiva.
2024: un anno di Correzione del Mercato
Il mercato ha attraversato cicli ben noti: dopo lo shortage di semiconduttori, le scorte si sono riempite, la domanda è crollata e il 2024 è diventato un anno di correzione del mercato. Ma mentre i numeri di oggi possono sembrare negativi, uno studio McKinsey di due anni fa prevedeva che i settori Automotive e Industriale saranno i nuovi motori della crescita per i semiconduttori, superando l’industria del computing e delle telecomunicazioni con tassi di crescita a due cifre entro il 2030.
Per l’Europa, questa poteva rappresentare una grande opportunità, poiché Automotive e Industriale sono settori strategici per il continente e rappresentano segmenti chiave per la distribuzione di componenti. Tuttavia, la realtà del 2024 racconta una storia diversa.
Il computing e l’AI dominano il mercato globale
L’andamento del 2024 ha dimostrato due cose fondamentali (a dire il vero ha dimostrato molto di più, ma ho volutamente fatto una scelta):
1. Computing e telecomunicazioni continueranno a essere i principali consumatori di semiconduttori, trainati dalle esigenze di calcolo dell’intelligenza artificiale.
2. Automotive e Industriale potranno superare il computing solo se questo subirà un crollo, cosa che non sta accadendo.
Di sicuro i veicoli elettrici richiedono più semiconduttori e la guida autonoma spinge la domanda di processori avanzati nelle auto moderne. Basti vedere cosa è successo in Cina, dove la transizione ai veicoli elettrici è stata sostenuta da massicci investimenti pubblici e una strategia aggressiva di mercato. Il successo dell’auto elettrica non si basa solo sulla tecnologia, ma su un modello di business guidato dal software e dalle esigenze del cliente. L’obiettivo della Cina è chiaro: eliminare i motori a combustione interna più velocemente di chiunque altro e portare il suo modello all’estero, infrastrutture incluse.
Nel frattempo, l’industria automobilistica europea è in difficoltà, in particolare i produttori tedeschi, che stanno perdendo terreno in Cina, il più grande mercato automobilistico del mondo. Le vendite in Europa non riescono a compensare il “vuoto” cinese e, dopo i record del 2023, il 2024 segna una stagnazione o un leggero declino. Peggio ancora, la transizione verso i veicoli elettrici è troppo lenta per soddisfare gli obiettivi ambientali dell’UE. Anche il settore industriale non sta dando segnali migliori, come evidenziato dagli ultimi dati della ZVEI (Associazione dell’Industria Elettronica Tedesca).
Semiconduttori: Europa in contrazione
Con un settore Automotive e Industriale in difficoltà, non sorprende che il consumo di semiconduttori in Europa stia calando. Secondo il World Semiconductor Trade Statistics (WSTS), la previsione per il mercato europeo nel 2024 è stata rivista a -6,7% (52 miliardi di dollari), mentre per il 2025 si prevede un modesto recupero del +3,3% (54 miliardi di dollari), ben al di sotto delle stime precedenti, che puntavano a 60 miliardi di dollari.
Ma la realtà potrebbe essere ancora peggiore. La distribuzione di semiconduttori in Europa è in calo del 30% e, considerando che questa rappresenta circa un terzo del mercato, il resto del settore dovrebbe crescere del 7% per compensare il calo, uno scenario altamente improbabile. Inoltre, con il settore automobilistico in “Carmageddon” e quello industriale in difficoltà, dove potrebbe arrivare anche quel piccolo +3% previsto da WSTS?
Effetto dei cambi?
La quota europea dei Semiconduttori: dal 20% al 7% in 35 anni
Se analizziamo la distribuzione globale del consumo di semiconduttori, l’Europa è in costante declino:
🔻 Nel 2023 rappresentava il 10,5% del mercato globale
🔻 Nel 2024 è stata pari all’8,3%
🔻 Nel 2025 scenderà al 7,7% (se cresceremo del 3%)
Per dare un’idea della dimensione del declino, quando ho iniziato a lavorare nel settore nel 1987, la quota dell’Europa era superiore al 20%…
Nel frattempo, gli Stati Uniti stanno aumentando la loro quota dal 25% del 2023 a oltre il 30% nel 2025. E sappiamo bene qual è il driver di questa crescita: GPU e High-Bandwidth Memories.
Nel 2024, il mercato dei server da solo – dominato per l’80% da aziende americane – sarà diventato il più grande consumatore di semiconduttori al mondo, superando smartphone, tablet e notebook.
E chi sta vincendo questa corsa? Nvidia, Broadcom, Qualcomm, AMD e Micron – tutte aziende americane – insieme a SK Hynix dalla Corea del Sud. Tutte hanno registrato numeri record grazie alla forte domanda di server AI. Al contrario, Texas Instruments, Infineon, STMicroelectronics, NXP e Renesas – leader nei semiconduttori per Automotive e Industrial – hanno presentato prospettive negative a causa della debole domanda e delle correzioni di inventario.
Il problema dell’Europa: mancanza di proprietà intellettuale nei semiconduttori
Il consumo di semiconduttori è solo una parte del problema. Un altro aspetto critico è la proprietà intellettuale (IP). Anche qui, le aziende americane sono avanti: controllano tra il 40% e il 50% dell’IP globale nei semiconduttori. Se non fosse per ARM – l’azienda con radici britanniche ora giapponese – la posizione dell’Europa sarebbe ancora più debole.
L’Europa non compete nel settore dei semiconduttori destinati all’intelligenza artificiale, non domina il mercato del computing e delle telecomunicazioni e non guida lo sviluppo del calcolo quantistico. Quando il mercato dei semiconduttori raggiungerà il traguardo del trilione di dollari, come prospetta Yole Development, due terzi saranno costituiti da super-processori e super-memorie prodotte da aziende americane e coreane (con il supporto di TSMC, ovviamente, ma questa è un’altra storia).
E l’Europa? Continuerà a comprare server dagli Stati Uniti.
Il Chips Act europeo è la risposta giusta?
Due anni fa, l’UE ha lanciato il Chips Act per potenziare la produzione di semiconduttori in Europa. Ma ha senso puntare a produrre il 20% della produzione globale, se il nostro consumo sta scendendo al 5%? E se le nostre competenze nel settore dei semiconduttori si concentrano su industrie di nicchia?
Senza SAP, l’Europa avrebbe un ruolo irrilevante nel software aziendale. Nel quotidiano, dipendiamo da Microsoft, Google e Amazon per software e hardware, così come dipendiamo ancora dai combustibili russi e dalle batterie cinesi (tra le altre mille cose).
Il futuro del settore high-tech è sempre più dominato da colossi americani con risorse quasi illimitate. Se l’Europa vuole restare un attore globale, serve un cambio di mentalità, ben oltre le proposte del Rapporto Draghi e oltre quello che le attuali grandi aziende europee possono offrire.
Spero davvero che ne saremo capaci.

*Georg Steinberger è stato un grande esperto del settore dei semiconduttori e della distribuzione elettronica. Ha lavorato per tantissimi anni nel mercato ricoprendo varie cariche di rilievo all’interno di Aziende e di Associazioni come DMASS e IDEA.
Georg è stato da sempre vicino ad Assodel fornendo le sue preziose visioni e le sue strategie.
Se n’è andato all’improvviso, a fine Gennaio 2025. Lo vogliamo ricordare con questo suo ultimo articolo.

