sala incontro assodel maggio 2026

Un confronto aperto, concreto e per molti aspetti diverso dal solito quello organizzato da Assodel il 7 maggio presso la sede di Datalogic a Bologna.

Per la prima volta attorno allo stesso tavolo si sono confrontati OEM, distributori, manufacturer, EMS, PCB e diversi attori della supply chain elettronica per discutere non solo di dati di mercato, ordinato, backlog e previsioni, ma soprattutto di ciò che oggi serve realmente per competere in uno scenario globale sempre più instabile e complesso.

Il messaggio emerso durante tutta la giornata è stato chiaro: il modello tradizionale di filiera non basta più.

Oggi servono:

  • partnership più profonde;
  • maggiore condivisione delle informazioni;
  • collaborazione strutturata;
  • capacità di leggere insieme il mercato;
  • maggiore proattività;
  • una gestione del rischio condivisa.

Datalogic: “Chi non cambia è perduto”

Ad aprire il confronto è stata Datalogic, che ha ospitato l’evento, nella persona del suo CEO, Valentina Volta che ha sottolineato come il settore stia vivendo una fase di trasformazione profonda:

“In questo momento specifico, chi non cambia è perduto.”

Un messaggio diretto che riflette la pressione crescente che oggi grava sugli uffici acquisti e sull’intera supply chain industriale.

Tra le principali criticità evidenziate:

  • shortage sempre più frequenti;
  • accelerazione tecnologica;
  • aumento della competizione globale;
  • allungamento dei tempi di consegna.

Secondo Datalogic, la collaborazione con fornitori e partner non può più limitarsi alla semplice gestione operativa della fornitura, ma deve evolvere verso un concetto di “partner e co-partner”.

Assodel: segnali di ripresa, ma con forti elementi di incertezza

Durante l’incontro, Diego Giordani, Direttore di Assodel ha presentato alcuni dati di mercato relativi all’andamento del comparto dei componenti elettronici in Italia.

Nel settore semiconduttori emerge un recupero definito “solido e generalizzato”, con un Book-to-Bill superiore a 1.15 che segnala un ritorno degli ordini. Resta però aperta una domanda fondamentale: si tratta di domanda reale oppure di un pull-forward legato ai timori sui dazi e alle tensioni internazionali?

Particolarmente significativo anche il dato relativo ai PEMCO, cresciuti del +19% QoQ: un’accelerazione improvvisa che potrebbe riflettere acquisti anticipati su passivi e materiali destinati ad aumentare di prezzo nei prossimi mesi.

Più debole invece il comparto connettori, unica famiglia ancora in ritardo sul fatturato: il mercato continua a comprare il consegnato, ma senza prenotare il futuro. Un segnale che evidenzia prudenza e incertezza sulla domanda finale.

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Nella foto: Diego Giordani (Assodel) insieme a Stefano Arena (Datalogic), Claudio Miccoli (FAAC) e Fabio Benincampi (ELICA)

Il confronto con gli OEM

Uno dei momenti centrali della giornata è stata la tavola rotonda che ha coinvolto produttori OEM e operatori della filiera.
Alla tavola rotonda hanno partecipato:
Claudio Miccoli di FAAC,
Fabio Benincampi di ELICA,
Stefano Arena di Datalogic.

Stefano Arena ha evidenziato come strumenti ormai consolidati come long term agreement e buffer stock non siano più sufficienti da soli e come aspettare che la situazione migliori non abbia senso.

Secondo Arena, il vero passaggio è la trasformazione da filiera a supply network, dove aziende, distributori e fornitori collaborano in modo molto più integrato.

Anche Claudio Miccoli ha sottolineato il livello di complessità che le aziende stanno affrontando:
– tensioni sulle materie prime ed energia;
– fragilità finanziaria della catena di fornitura;
– criticità legate all’elettronica.

Da qui nasce anche un cambiamento profondo nel ruolo del buyer che deve saper entrare nel merito anche di questioni più tecniche.

Per Fabio Benincampi il tema centrale diventa invece quello della condivisione del rischio in modo strutturato.
Un tema reso ancora più delicato dalla competizione internazionale: molte aziende europee si trovano infatti a competere con operatori (asiatici in particolare) che lavorano con regole, costi e vincoli differenti.

In questo contesto, la partnership reale si misura soprattutto nei momenti di difficoltà: non solo capacità di fornire prodotto, ma anche know-how, competenze e supporto strategico.

Dalla supply chain alla supply network

Le parole più ricorrenti durante tutta la giornata sono state:

  • network;
  • collaborazione;
  • proattività.

In un mercato globale caratterizzato da volatilità, AI, tensioni geopolitiche, shortage e cambiamenti sempre più rapidi, le aziende non possono più operare come singoli attori isolati.

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Serve una supply network capace di:

  • condividere segnali di mercato;
  • anticipare i rischi;
  • collaborare sulle strategie;
  • costruire relazioni più profonde e continuative.

È proprio su questo terreno che Assodel intende continuare a lavorare nei prossimi mesi, favorendo momenti di confronto tra tutti gli attori dell’ecosistema elettronico.

Perché oggi, più che mai, il vantaggio competitivo passa dalla capacità di fare rete.

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Laura Baronchelli

ASSODEL (Associazione Distretti Elettronica – Italia)

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