mercato europeo componenti

Il mercato europeo della distribuzione di componenti elettronici ha registrato una forte crescita nel secondo trimestre del 2026, raggiungendo un valore complessivo di 5 miliardi di euro, con un incremento del 31,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo i dati di DMASS Europe, l’aumento ha interessato tutte le principali categorie di prodotto, pur con dinamiche differenti tra aree geografiche e segmenti tecnologici.

In particolare, dai dati pubblicati possiamo evidenziare che:

  • i semiconduttori hanno raggiunto i 3,2 miliardi di euro, con una crescita del 40%;
  • i componenti Interconnect, Passive & Electromechanical – IP&E hanno raggiunto un valore di 1,8 miliardi di euro, in aumento del 19,3%.

Il quadro conferma una progressiva ripresa dell’industria elettronica europea, sostenuta dalla domanda industriale, dagli investimenti in automazione, energia e infrastrutture e dalle applicazioni legate all’intelligenza artificiale. Restano tuttavia alcuni elementi di rischio, legati alle tensioni geopolitiche, alla volatilità energetica e alle possibili interruzioni delle infrastrutture e delle catene di fornitura.

DMASS q2 26

Italia in crescita del 18%

La crescita ha interessato gran parte dei mercati europei, anche se con intensità diverse.

L’Europa meridionale ha registrato un andamento leggermente più contenuto rispetto alle regioni del Nord e del Centro Europa. La Francia è cresciuta del 24,8%, l’Italia del 18% e la Penisola Iberica del 22%.

Tutti i principali mercati dell’Europa settentrionale e centrale hanno invece superato il 30% di crescita.

La Germania, primo mercato europeo per dimensioni, è cresciuta del 36,3%. Positivi anche i risultati dei Paesi nordici, con un aumento del 35,9%, e dell’Austria, con il 37,5%.

Le memorie guidano la crescita dei semiconduttori

Nessuna sorpresa nel segnalare che la crescita dei semiconduttori è stata trainata dalle memorie (che ha segnato un risultato straordinario, pari a +189%) e che la domanda è arrivata soprattutto dai settori aerospazio, difesa, data center e intelligenza artificiale.
Il comparto dei semiconduttori ha raggiunto un valore i 3,2 miliardi di euro in Q2 2026.

L’Italia ha registrato una crescita del 22,5%, mentre la Penisola Iberica si è attestata al 22,6%.

Se guardiamo agli altri segmenti di prodotto, i dati sono ugualmente positivi:

  • discreti: +26,5%;
  • sensori e attuatori: +15%;
  • componenti analogici: +28,8%;
  • power: +13,4%.

Più contenuta la crescita dell’optoelettronica, pari all’1,6%, e della logica standard, in aumento dell’8,2%, comparti ancora condizionati dallo smaltimento delle scorte e da una minore attività di design-in.

IP&E: una crescita sostenuta dalla domanda industriale reale

Il mercato europeo dei componenti di interconnessione, passivi ed elettromeccanici ha registrato una crescita del 19,3%.

Il recupero appare più uniforme rispetto a quello dei semiconduttori e rappresenta, secondo DMASS Europe, un indicatore particolarmente significativo della domanda industriale effettiva, poiché risulta meno influenzato dalle dinamiche speculative e dalla volatilità legata all’intelligenza artificiale. Un dato che vogliamo leggere positivamente.

I componenti passivi hanno raggiunto un valore di 644,5 milioni di euro, con una crescita del 20,2%, mentre i componenti elettromeccanici hanno superato 1 miliardo di euro, in aumento del 18,8%.

Un’eccezione rilevante riguarda i condensatori al tantalio, cresciuti del 35,6%, segmento nel quale la domanda legata all’AI sta iniziando a generare tensioni su prezzi e disponibilità.

Crescita positiva, ma resta alta l’attenzione sui rischi globali

«Il panorama globale dei semiconduttori sta cambiando a una velocità straordinaria, con una crescita eccezionale in Cina e in Asia, mentre in Europa gli impulsi più forti provengono dalle memorie, spinte da forti aumenti di prezzo e da ordini elevati destinati alle scorte», ha dichiarato Hermann Reiter, Chairman di DMASS Europe.

Secondo Reiter, la crescita europea resta più moderata rispetto a quella registrata negli Stati Uniti e in Cina, ma la presenza trasversale dell’elettronica nei diversi settori industriali lascia prevedere un rafforzamento più graduale e sostenibile della domanda.

Il vantaggio competitivo europeo risiede nella capacità di combinare competenze applicative consolidate con i nuovi casi d’uso legati all’intelligenza artificiale.

Secondo Reiter, «La sfida ora è trasformare questo slancio in una crescita duratura, in una maggiore resilienza e in un posizionamento strategico più forte, riducendo la fragilità delle supply chain e costruendo un’industria elettronica europea più competitiva e pronta al futuro».

Laura Baronchelli

ASSODEL (Associazione Distretti Elettronica – Italia)

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