Nel mercato delle memorie sta succedendo qualcosa di diverso rispetto ai cicli del passato. Non siamo semplicemente davanti a una fase di domanda forte o di offerta sotto pressione: siamo all’interno di una dinamica nuova, in cui il principale motore della crescita, l’intelligenza artificiale, sembra avere una sensibilità al prezzo molto più bassa rispetto ai mercati tradizionali.
Secondo l’ultima analisi pubblicata da Yole Group a metà luglio, le memorie sono entrate in un territorio inesplorato. I prezzi medi di vendita di DRAM e NAND sono più che raddoppiati su base annua, spinti dalla domanda dei data center AI, che sta riscrivendo le normali logiche di mercato e portando DRAM e NAND verso ricavi trimestrali da record.
Dopo un 2025 già caratterizzato da risultati eccezionali, la prima metà del 2026 mostra livelli di ricavi e profittabilità definiti “stratosferici”. Nel primo trimestre, i prezzi medi di vendita sono aumentati del +164% anno su anno per le DRAM e del +163% per le NAND.

Il secondo trimestre 2026 si prepara così a segnare due passaggi storici: il primo trimestre oltre i 100 miliardi di dollari di ricavi per le DRAM e il primo trimestre oltre i 70 miliardi di dollari per le NAND.
Perché questo ciclo è diverso
I mercati delle memorie hanno già vissuto in passato fasi di squilibrio tra domanda e offerta. In quei casi, il prezzo agiva come meccanismo di riequilibrio: quando i prezzi salivano troppo, una parte della domanda rallentava.
La differenza, oggi, è nel tipo di cliente che sta guidando il mercato.
Nei cicli precedenti, la domanda più forte arrivava spesso da produttori di smartphone o PC. Questi operatori potevano desiderare più memoria, ma avevano comunque limiti economici chiari: non sempre erano disposti a pagare il doppio per assicurarsi la fornitura, perché il prezzo dei componenti incideva direttamente sui margini del sistema finale.
Nel ciclo attuale, invece, il segnale di domanda più forte arriva dai data center AI. E questi clienti sembrano essere molto meno sensibili al prezzo del singolo componente. La priorità non è tanto proteggere il margine di un dispositivo, quanto costruire infrastrutture nel minor tempo possibile.
In altre parole, non si tratta di una normale competizione sui costi.
Si tratta di una corsa pluriennale alla capacità di calcolo e alla leadership nell’intelligenza artificiale.
È questa dinamica a spiegare perché i prezzi delle memorie possano crescere anche di tre volte e oltre rispetto a un anno fa.
Cosa significa per la filiera
Nel settore dell’elettronica, la domanda AI sta cambiando le regole del gioco, mettendo sotto pressione disponibilità, prezzi e capacità produttiva.
Per la filiera, questo significa dover affrontare un contesto in cui la pianificazione diventa sempre più critica. Forecast, relazioni con i fornitori, visibilità sulla domanda e capacità di prendere decisioni in anticipo saranno elementi decisivi per gestire il rischio.
Ecco perché i vari attori della supply chain hanno bisogno di confrontarsi e di ricevere insight e informazioni chiare su quanto accade sul mercato. Ecco perché Assodel ha attivato un osservatorio dedicato proprio per far fronte a questa situazione a dir poco “esplosiva”.
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