Il mercato globale dei semiconduttori si prepara a superare una soglia storica. Secondo le previsioni di Primavera 2026 appena rilasciate da WSTS, il valore del mercato mondiale dei chip è atteso a 1,51 trilioni di dollari nel 2026, con una crescita del +89,9% rispetto all’anno precedente.
Una crescita molto significativa, che conferma la centralità dei semiconduttori nello sviluppo dell’economia digitale e industriale, ma che va letta con attenzione: non è oro tutto ciò che luccica. Dietro al dato aggregato, infatti, la crescita appare fortemente concentrata su alcuni segmenti specifici, in particolare le Memorie, che come sappiamo sta già da tempo vivendo un momento particolare e dove si parla di shortage e lead time molto lunghi.
Per le Memorie si parla di una crescita di circa il +250% anno su anno, fino a superare gli 800 miliardi di dollari nel 2026. A sostenere questa dinamica sono soprattutto la domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, le memorie ad alta larghezza di banda – HBM – e le piattaforme di calcolo accelerato. Anche il segmento Logiche resta protagonista, con una crescita stimata intorno al +37%.
Più moderata, invece, l’aumento degli altri comparti: i microprocessori sono attesi a +20%, i componenti analogici a +10%, i discreti a +8%, mentre sensori e optoelettronica si fermano a una crescita del +3%. Un quadro che conferma come il boom sia reale, ma non distribuito in modo equilibrato lungo tutte le categorie di prodotto.
Naturalmente, lo stesso discorso di disomogeneità si riflette anche a livello geografico, dove la crescita ha intensità diverse. Le Americhe dovrebbero più che raddoppiare nel 2026, con un incremento del +112%, spinte dalla concentrazione della domanda legata all’AI e dagli investimenti nelle infrastrutture cloud. L’Asia Pacifico è prevista in crescita dell’+87%, mentre Europa e Giappone dovrebbero registrare rispettivamente un +58% e un +28%.
Il dato europeo è certamente positivo, soprattutto se confrontato con le precedenti fasi di rallentamento del mercato. Tuttavia, anche in questo caso, sarà importante distinguere tra crescita statistica del mercato e reale impatto sulla filiera industriale locale. La domanda legata all’AI e alle memorie può infatti generare forti volumi e valore a livello globale, senza necessariamente tradursi in una ripresa immediata e proporzionale per tutti gli operatori della supply chain elettronica, in particolare nei comparti più legati all’industria tradizionale, all’automotive, all’EMS e alla distribuzione generalista.
Per il 2027, WSTS prevede un’ulteriore crescita del mercato globale del +27%, fino a circa 1,9 trilioni di dollari. Anche in questo caso, le memorie dovrebbero guidare l’espansione con un +32%, seguite dal segmento Logic a +27%. La domanda di sistemi AI, infrastrutture di calcolo avanzato e contenuto elettronico crescente nei diversi mercati finali continuerà quindi a sostenere il ciclo positivo.
Il messaggio per la filiera è duplice. Da un lato, il settore dei semiconduttori sta vivendo una nuova fase di espansione strutturale, sostenuta dall’intelligenza artificiale e dalla crescente pervasività dell’elettronica. Dall’altro, la forte concentrazione della crescita su memorie, AI e grandi infrastrutture impone prudenza nell’interpretazione dei numeri.
Per le imprese europee e italiane, il punto non sarà solo osservare la dimensione del mercato globale, ma capire dove si crea valore, quali segmenti beneficiano davvero della crescita e quanto questa spinta arriverà alla manifattura elettronica, alla distribuzione, agli EMS e agli utilizzatori industriali.
Il mercato corre. Ma a velocità diverse. Per molte imprese, la vera sfida resta cogliere opportunità concrete, sostenibili e accessibili.
