Toshiba acquistata da un consorzio nippo-coreano-statunitense

I rumors passati sono stati ufficialmente confermati: dopo mesi di trattative, Toshiba ha annunciato di aver firmato il contratto per vendere la divisione Toshiba Memory Corporation (TMC), produttrice di chip NAND per smartphone e unità SSD, a un consorzio di aziende guidato dal fondo americano Bain Capital.

L’importo stimato della trattativa è di circa 2000 miliardi di yen (circa 15 miliardi di euro) intestati ad una società denominata Pangea, appositamente creata da Bain Capital per questa operazione.

Il consorzio comprende le più grandi aziende internazionali quali la sud coreana SK Hynix (produttrice di memorie), le statunitensi Apple, Dell, Kingston e Seagate, la giapponese Hoya Group, azienda impegnata nel campo della tecnologia medica, e la stessa Toshiba.

L’acquisizione sarà finanziata in questo modo: Bain Capital contribuirà 212 miliardi di yen, SK Hynix fornirà 395 miliardi di yen e i quattro gruppi Apple (165 miliardi di yen), Dell, Kingston e Seagate per un totale di 415,5 miliardi di yen, secondo i dettagli forniti per la prima volta da Toshiba.

Toshiba stessa investirà nuovamente 350,5 miliardi di yen. Infine, Pangea assicurerà prestiti per 600 miliardi di yen.

Per evitare il passaggio di informazioni tecnologiche ad un concorrente asiatico e al fine di evitare preoccupazioni da parte dell’antitrust giapponese, Toshiba ha affermato che la sud coreana SK Hynix, non accederà direttamente alle informazioni proprietarie appartenenti a Toshiba e non potrà avere più del 15% del diritto di voto per 10 anni.

Inoltre, le aziende nipponiche avranno sempre la maggioranza di voto, poiché Toshiba avrà il 40,2% e Hoya Corp avrà il 9,9%, mentre gli altri membri avranno il restante 49,9%.

Tuttavia, Toshiba dovrà affrontare l’opposizione di Western Digital, già partner di Toshiba in una joint venture, che ha presentato numerosi appelli alla Corte Arbitrale della Camera di Commercio Internazionale per cercare di bloccare la vendita.

Toshiba, però, è determinata a completare la vendita entro la scadenza del 31 marzo 2018.

A tale data, l’impresa dovrà effettivamente incassare il denaro per dimostrare di essere solvente, altrimenti il titolo verrà automaticamente rimosso dallo Stock Exchange di Tokyo.

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