Assodel: il mercato dell’elettronica italiana cresce del 10%

Il secondo trimestre è andato bene per il mercato dell’elettronica italiana, facendo registrare una crescita importante. È quanto riportato da Assodel – l’associazione distretti elettronica Italia – durante l’ultimo incontro soci del 17 luglio.

 

Qualche primo dato di sintesi:

  • il mercato della distribuzione elettronica ha riportato un valore di 375 milioni in Q2 2018
  • il trimestre ha registrato una crescita del 10% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente
  • il valore YtD (year-to-date), che oggi equivale al rapporto 1H/1H, ha segnato +9,5%
  • l’indice B2B (book-to-bill) è stato positivo, superiore all’1.

 

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Semiconduttori meno brillanti

Il trimestre aprile-giugno è stato trainato dalle performance di IP&E e sistemi, mentre i semiconduttori sono stati un po’ sotto tono (ma pur sempre in positivo!)

Il valore di mercato dei semiconduttori è stato pari a 245 milioni di euro con un +8,6% di indice tendenziale (Q2 2018 vs Q2 2017). Tra le famiglie di prodotto, colpiscono le performance straordinarie dei sensori con un +70% mentre logiche e analogici sono gli unici ad aver riportato un segno meno.
L’ordinato non è stato eccellente segnando un indice B2B pari a 0,99.

 

IP&E eccellenti

Nella famiglia di IP&E, sono stati condensatori e connettori a riportare i risultati migliori (rispettivamente con +20 e +18%).
Per i passivi il valore di mercato è stato di 107,3 milioni di euro e l’indice tendenziale è stato molto positivo, pari a 12,4%. L’indice book-to-bill è stato positivo pari a 1,09.

 

Uno sguardo ai connettori

Con un fatturato di 42 milioni di euro il Q2 è stato molto buono per il mercato dei connettori, anche se inferiore al Q1. L’indice tendenziale è stato di 8,1% e l’Ytd di 9,2%.
Tra i settori applicativi, strumentazione e automotive (trainato dal transportation) sono stati decisamente positivi con valori superiori al 22%, mentre l’ICT è stato l’unico comparto con segno negativo.
A livello di canale distributivo, gli EMS-CEM brillano con il 17%, mentre OEM e distribuzione riportano tra il 7 e l’8%.

 

 

Lead time e capacità produttive

Oggi i problemi di lead time e consegne preoccupano molti operatori della supply chain.
Ma cosa stanno facendo i manufacturer per risolvere almeno parzialmente i problemi di allocazione (per alcuni prodotti) e per rispondere alle crescenti richieste del mercato?

 

  • Giovanni Sioli, AVX
    Come AVX abbiamo incrementato la capacità produttiva. Stiamo infatti realizzando una nuova fabbrica in Asia dedicata ai ceramici (non per prodotti commodity ma soprattutto per il settore automotive). L’investimento è stato fatto, anche se i risultati si vedranno non prima di un anno e mezzo. Sul tantalio non abbiamo fatto investimenti particolari perché le produzioni sono sufficienti. Sul resto delle famiglie che abbiamo non vediamo specifici problemi di lead time.

 

  • Marco Cassi, TDK
    Per quanto riguarda i ceramici la situazione consegne è drammatica. Noi consegniamo circa il 25% in più dell’anno scorso ma c’è poco ossigeno. Si sta lavorando sul downsizing per il mercato tablet e cellulare. Ma anche per l’automotive che richiede degli standard specifici. Quella che stiamo vivendo è una crisi anomala che non durerà poco e anzi rimarrà per qualche anno… vedo in generale una grossa razionalizzazione da parte delle aziende ma pochi investimenti.

 

  • Paolo Crotti, Renesas
    Anche noi non abbiamo fatto grossi investimenti. Abbiamo chiuso delle fabbriche vecchie, abbandonato dei prodotti ormai obsoleti e abbiamo scelto di dare in outsourcing alcune linee. Quindi possiamo dire di aver effettuato una razionalizzazione degli investimenti che in parte ha migliorato i lead time.
    La richiesta del mercato è stata del 45-50% superiore rispetto alle capacità che avevamo.
    L’indice B2B è addirittura migliore di quanto riportato da Assodel (1,12): con l’ordinato stiamo andando già a coprire i primi due quarter del 2019.

 

  • Alberto Lucarelli, Phoenix Contact
    Phoenix Contact ha compiuto degli investimenti in capacità produttiva. Ma servono dei tempi (almeno un anno) per vedere le nuove macchine e le nuove strutture a regime. Abbiamo registrato crescite e speriamo di riuscire ad assecondare le richieste del mercato. In attesa di mandare a regime le macchine produttive nuove abbiamo anche razionalizzato alcune linee in modo da ottimizzare le risorse produttive.

 

  • Franco Maggioni, Hongfa
    Da qualche anno a questa parte alcuni produttori asiatici si sono avvicinati al mercato europeo e stanno iniziando a prendere delle quote. Hongfa sta incrementando le capacità produttive creando nuove linee e facendo un’opera di razionalizzazione. I lead time si sono allungati ma riusciamo ancora a gestire le cose.

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Ordinato, qualche preoccupazione….

L’ordinato si sta mantenendo molto alto  e potrebbe far pensare a ‘doppi ordini’ che, appena cambia il vento, potrebbero trasformarsi in de-booking (cancellazioni). Ci sono preoccupazioni su questo aspetto?

 

  • Fabio Rimondini, Consystem
    Quando gli ordini provengono da clienti già attivi e con produzioni costanti non fanno nascere questi timori. Ms fanno pensare che, vista la situazione di aumento dei lead time, stiano programmando più a lungo termine per il timore di rimanere senza materiali.

 

  • Luca Longaretti, Rutronik
    A giugno abbiamo visto già il 50% di ordinato sul 2019. Una situazione sicuramente atipica. Bisogna guardare per famiglia di prodotto. Sui ceramici la bolla c’è di sicuro. Sono d’accordo con TDK che comunque sarà così fino alla fine dell’anno prossimo. Sugli attivi, il peggio potrebbe ancora venire, ad esempio sui moduli di potenza.

 

Wireless: uno sguardo al mercato

  • Filippo Mursia, Telit
    C’è molto interesse verso prodotti bluetooth e wi-fi. La crescita delle tecnologie wireless sta avvenendo sotto tutti i punti di vista. Inoltre vediamo una forte crescita soprattutto nei servizi di supporto alla connessione. Alcuni settori, come telematica e metering, sono molto importanti ma non vengono gestiti dalla distribuzione.

 

  • Diego Grassi, U-blox
    Vediamo una crescita del 30% circa sul mercato. Si tratta di una crescita composita, trainata dai settori smartphone, connettività wireless e sistemi di posizionamento, ma anche dalle piattaforme cloud e dai servizi a contorno.

 

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