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“Paralysis by analysis” non è un lusso che l’industria elettronica europea può permettersi. Nella sua review di mercato del Q2 2025, Jordi Tarrida, analista IDEA (International Distribution of Electronics Association), invita a puntare su alleanze strategiche e su un’attenzione più netta ai megatrend come l’Edge AI.

Il contesto globale di oggi assomiglia a una valanga di incertezze: conflitti di lunga durata che si riaccendono, altri ancora senza soluzione, e scelte geopolitiche sempre più guidate da agende protezionistiche. In un ambiente così volatile, la tentazione di aspettare chiarezza è forte.

Tarrida mette in guardia da questo approccio. Nella sua ultima analisi dei trend dell’industria elettronica e nelle previsioni per i prossimi mesi, sostiene che questo è invece il momento di agire. Non l’attesa, ma le partnership strategiche permetteranno alle aziende di affrontare una nuova ondata di allocazioni, che lui prevede nel 2026, e di posizionarsi per cogliere i megatrend più redditizi.

Cosa alimenta il prossimo rischio di shortage, dove si aprono opportunità nell’automotive e nel carburo di silicio, e quale tecnologia emergente Tarrida considera dirompente: tutto questo e altro ancora nelle sue riflessioni.

Le sue analisi non derivano dai report di società come Gartner, ma da conversazioni dirette con chi vive il mercato: OEM, EMS, distributori e produttori di semiconduttori. Dati e esperienza sul campo vanno di pari passo.


Aspettare non è un’opzione

Viviamo in un mondo iper-dinamico, dove le cose cambiano di ora in ora. In un simile clima, l’eccesso di analisi può diventare paralizzante. “Cercare di capire ogni minimo dettaglio rischia di bloccare l’azione”, avverte Tarrida – e oggi l’industria non può più permetterselo. Meglio lavorare con i dati disponibili, prendere decisioni informate e muoversi rapidamente.

Certo, più facile a dirsi che a farsi. Le condizioni di mercato e i venti geopolitici sono in continuo mutamento. Basti guardare a quante volte le decisioni tariffarie USA hanno creato crisi o confusione nel corso dell’anno. “Quello che dopo la pandemia chiamavamo il ‘new normal’”, osserva Tarrida, “si è già trasformato in quello che definisco il ‘renewed normal’: più aggressivo, accelerato e volatile.” Le interruzioni della supply chain, la pressione sui prezzi e l’instabilità globale non sono più eccezioni: sono la regola.
L’adattabilità diventa la vera chiave di sopravvivenza.


Rischio allocazioni nel 2026 – e come prepararsi

Tarrida prevede un ritorno a vincoli di fornitura già dal Q1 2026, nonostante l’attuale mercato resti favorevole agli acquirenti. Per questo consiglia di avviare accordi di fornitura di lungo termine adesso, non più avanti. “Per chi gestisce produzione, EMS, OEM o ODM, questo è ancora un ottimo momento per negoziare e fissare contratti di lungo periodo”, sottolinea.

I futuri shortage, aggiunge, sono in parte autoindotti. Molti produttori di semiconduttori hanno spento linee di standard component durante la fase di rallentamento: una scelta che ora crea colli di bottiglia mentre la domanda torna a crescere. L’aerospazio e la difesa, in particolare, stanno accelerando e metteranno ulteriore pressione sulla capacità produttiva. Qui i requisiti di affidabilità sono elevatissimi: molti wafer devono essere testati sotto stress e filtrati per estrarre solo pochi die qualificati. Tutto ciò si traduce in lead time più lunghi.


Opportunità in Automotive e Carburo di Silicio

Il settore automotive non ha ancora preso lo slancio che molti auspicavano e, sebbene il carburo di silicio (SiC) resti molto attrattivo, le ultime notizie non sono incoraggianti: Wolfspeed ha chiesto il Chapter 11 per proseguire le attività, mentre JS Foundry ha chiuso del tutto.

Eppure Tarrida intravede prospettive nell’automotive, soprattutto in Europa. Settori come quello tedesco, francese, spagnolo e italiano non possono permettersi di ignorarlo. Prevede che i governi interverranno indirettamente, ad esempio con standard più severi sulle emissioni dei veicoli datati, stimolando così nuova domanda. Al contrario, sussidi diretti sembrano poco probabili, vista la pressione dei bilanci pubblici legata alle spese per la difesa.

Nel campo SiC, Tarrida spinge per redesign collaborativi e persino per il co-finanziamento degli sviluppi, così da creare dipendenze reciproche: “Se devi riprogettare la tua board, perché non farlo insieme? Se finanzi una parte del mio design, ti garantisco gli ordini – non solo i campioni. No, facciamo un vero accordo.”


Crescono le partnership regionali

“Potrà sembrare audace”, ammette, “ma può davvero sostenere nuovi design e accelerare il time-to-market.” Distributori, produttori di semiconduttori, fornitori di componenti — e persino EMS — possono trarne vantaggio. “Il mercato un tempo era molto dinamico,” ricorda Tarrida, “oggi c’è più disponibilità a stringere alleanze di questo tipo.”

Questa tendenza potrebbe rivelarsi decisiva. Tarrida prevede una progressiva regionalizzazione della manifattura dei semiconduttori: Europa per l’Europa, USA per gli USA, India per l’India. Le supply chain globali lasceranno spazio a catene locali – un cambio di paradigma che impone una collaborazione più stretta tra OEM, EMS e fornitori. Chi si prepara per tempo potrà guadagnare vantaggi competitivi.

L’epoca in cui si vendeva globalmente senza una presenza produttiva locale sta finendo: “Se vuoi vendere in una regione,” afferma Tarrida, “dovrai produrre lì.”


Il prossimo grande trend: Edge AI

Tarrida conclude indicando quello che considera il megatrend decisivo: l’Edge AI. L’attrattiva di un’elaborazione AI decentralizzata, al margine della rete, è evidente. Dal punto di vista geopolitico e della sicurezza, affidarsi a infrastrutture cloud centralizzate – soprattutto negli Stati Uniti – sta diventando insostenibile. In un mondo multipolare, la sovranità dei dati è cruciale. Le infrastrutture critiche – utilities, difesa, energia – devono trattenere ed elaborare i dati localmente. L’Edge AI lo rende possibile.

In più, riduce i costi, abbassa la latenza e mitiga i rischi di cybersecurity. Con i progressi del quantum computing, i sistemi cloud centralizzati potrebbero diventare ancora più vulnerabili. Per Tarrida, il passaggio all’edge non è più un’opzione: è una necessità.

Laura Baronchelli

ASSODEL (Associazione Distretti Elettronica – Italia)

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