Indagine Assodel sull’impatto del Covid-19 sull’elettronica in Italia

Quale sarà l’impatto del coronavirus sull’elettronica italiana?
Spinta da una situazione esterna sempre più difficile, Assodel – l’associazione italiana dei distretti di elettronica – ha effettuato, nelle ultime 3 settimane, una survey presso i propri associati per capire l’impatto del covid-19 sul mercato dell’elettronica in Italia.

Attraverso un monitoraggio puntuale, sono stati analizzati andamenti e situazioni legati alla supply chain, ai lead time, alle scorte e alla capacità produttiva per le varie famiglie di componenti elettronici. La situazione è ovviamente in continua evoluzione, visto quanto sta accadendo oggi in Cina (in positivo, con le produzioni che pian piano stanno tornando a regime) e In Italia e nel resto d’Europa (in negativo, con una situazione di totale incertezza).

Qui altri aggiornamenti sulla situazione europea e sull’impatto del coronavirus nell’industria elettronica.

La survey di Assodel sulla componentistica made in China

In base alla survey effettuata, secondo Assodel la famiglia di prodotti che sta soffrendo di più della situazione che si è andata sviluppando in Cina è quella dei passivi con le maggiori criticità su connettori, elettromeccanici (relay) e condensatori.

Semiconduttori: trend incerto

Stando alle risposte degli associati, la capacità produttiva sembra attestarsi tra il 70 e l’80%, che pensiamo essere un  valore mediato verso l’alto dovuto, probabilmente, al fatto che solo alcune (poche) realtà nel mondo dei semiconduttori hanno la loro produzione concentrata in Cina. Solo in un caso, dove probabilmente si è potuta separare la predizione cinese, la stima della capacità è stata dichiarata del 30%.

Il trend è incerto: le risposte indicano parità tra chi stima la produzione in calo, in crescita o stabile. A dimostrazione che l’incertezza in questo momento regna sovrana…

Lead time: al momento, si mostrano allungamenti dei tempi e difficoltà di approvvigionamento. solo per alcune famiglie, come LED e diodi.

IP&E: passivi in sofferenza

Sempre stando all’indagine condotta da Assodel, la capacità produttiva generale si attesta tra il 30 e il 40%, con picchi verso il 15% quando la focalizzazione è sui connettori.  Le famiglie a destare la maggiore preoccupazione, come detto all’inizio dell’articolo, sono condensatori, elettromeccanici (relay) e connettori.

Il dato positivo è che la maggior parte, il 70% di chi ha risposto, stima (o spera) in un trend che dovrebbe vedere la capacità produttiva in crescita.

Condensatori e connettori sono dati con lead time a 14/26 settimane con indicazioni di allungamenti, per chi ha previsto il lead time minore e di lead time in riduzione per chi è stato più conservativo.

Situazione sistemi: display e embedded

Le stime sulla capacità produttiva vanno dal 20% al 100% ma sono legate alla tipologia dei prodotti. Quando il riferimento è ai Display : “dipende dall’area dove è locata l’azienda e varia dal 10% al 90% … ma la media si colloca sul 30% “. Embedded :  “capacità produttiva al 90%, perché prevalentemente locata a Taiwan, ma sono a rischio le forniture dei componenti e a oggi NON è chiara la situazione”.

Il lead time per Display ed Embedded è dato, da chi lo ha indicato, a 12 settimane (più o meno nello standard) ma è previsto in crescita.

I problemi, soprattutto di logistica

Tutti i problemi evidenziati da Assodel fanno riferimento alla mancanza di informazioni e alla logistica:

  • mancanza di personale sia per le spedizioni che per la gestione.
  • mancanza di informazioni e di risposte dai fornitori riguardo a ordini schedulati e non ancora  arrivati, che non si capisce se siano pronti ma non spedibili per problemi di logistica o se non ancora prodotti.
  • soppressione di voli e di partenze anche per la mancanza di sufficiente materiale da trasportare sia le spedizioni via aerea che via mare vedono
  • difficoltà nel raggiungere i luoghi di imbarco / mancanza di regolari partenze navi / slittamento delle partenze / accumulo delle merci nei porti di partenza.

In Italia, smart working e magazzini a regime

Tornando alla situazione italiana e all’impatto del Covid-19 sull’elettronica, le aziende associate hanno confermato di aver attivito fin da subito modalità di smart working (98%) e lavoro agile per contrastare la diffusione del contagio. I magazzini per ora restano aperti e sono a regime (98%) continuando a ricevere e a spedire materiale ai clienti. I fornitori cinesi, con qualche eccezione per alcuni prodotti, sono tornati quasi alla capacità produttiva pre-corona virus. L’83% degli intervistati dichiara di non avere problemi nell’immediato con i loro fornitori asiatici.

Tra le aziende serpeggia però molta incertezza e pessimismo su quanto accadrà nelle prossime settimane… Di sicuro ci saranno ritardi nelle consegne ed è probabile che qualche magazzino chiuderà. Il primo trimestre Q1 2020 sembra aver tenuto come ordinato, probabilmente spinto dalla paura di rimanere senza materiali in un secondo momento. Tutto il settore vivrà un momento molto difficile con ordini e fatturati in calo.

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