Se il 2020 sarà ricordato come l’anno del lockdown per la pandemia, il 2021 lo sarà per una pesante situazione di carenza di prodotto e per una pesante sofferenza di tutta la catena logistica – supply chain disruption. Nonostante la difficoltà nel reperire i componenti l’ultimo rapporto Assodel (Associazione Distretti Elettronica – Italia) sui dati di mercato dell’elettronica, presentato in occasione dell’incontro associativo del 10 febbraio, ha fornito numeri e trend che non si vedevano da anni.

Come si è chiuso il 2021 per l’elettronica italiana?

A 1 miliardo e 495 milioni di euro. A tanto ammonta il fatturato totale 2021 del comparto della distribuzione elettronica italiana. Un valore che riporta, anno su anno, una crescita del 26,1% rispetto all’anno precedente. E non solo, il book-to-bill, ha registrato un valore, prendendo come riferimento il totale dell’anno, pari a uno straordinario 1,87.

Il quadro generale

Il quadro generale, riportato sinteticamente in tabella 1, offre la sintesi sui risultati ripartiti per le tre famiglie di prodotto analizzate dal Rapporto di Assodel: Attivi (semiconduttori), Passivi (IP&E) e Sistemi.

M€21Q121Q221Q321Q4Q/Q-1%Q/QY-1%YtD%
Attivi229,6231,0216,3221,42,4%25,9%21,3%
Passivi117,7120,1135,2134,5-0,6%67,5%43,9%
Sistemi23,522,521,023,09,6%30,4%-2,9%
Totale370,8373,6372,5378,91,7%38,4%26,1%
    Tabella 1 ·


Nelle colonne relative ai vari trimestri (21Q1, 21Q2, …) è riportato in milioni di Euro il contributo di ognuna delle famiglie.  Nelle tre colonne sulla destra sono riportati l’indice sequenziale (Q/Q-1%), quello tendenziale (Q/QY-1%) e l’Year-to-Date (YtD%) che nel quarto trimestre, quello che stiamo analizzando, equivale al rapporto  anno-su-anno.

Alla crescita annuale complessiva del mercato il contributo più pesante è stato portato dalla famiglia dei passivi che hanno registrato una crescita del +43,9%. Questo ha portato il peso di questa famiglia, nel totale paniere della distribuzione, vicinissimo al 34%  contro un valore medio del 26-27% degli anni passati. I semiconduttori pur con un risultato positivo sono stati più moderati e hanno contribuito con un più bilanciato 21,3%.  Unici ad avere una performance negativa, e la cosa sorprende non poco, sono stati i sistemi che hanno avuto una perdita prossima al 3%.        

E l’ordinato è stato superlativo!

Già nel Q4 del 2020 il book-to-bill (B2B) aveva mostrato segni di un netto miglioramento facendo registrare un 1,3.  Nel 2021 il B2B ha fatto registrare i seguenti valori, 1,8 in Q1, 1,9 in Q2, 1,7 in Q3, per chiudere con  uno strepitoso 2,1.  Se si calcola il rapporto tra ordinato e fatturato sul totale dell’anno si ottiene un B2B pari a 1,87. Il che sta a significare che il portafoglio ordini si è incrementato di 1 miliardo e 300 milioni di Euro (ordinato meno fatturato).

Sicuramente questo livello di ordinato è stato spinto sia dalla necessità di garantirsi il materiale spingendo l’orizzonte di copertura degli ordini anche oltre l’anno che, probabilmente, anche dall’aumento dei prezzi, conseguenza naturale di uno shortage che si è mantenuto pesante per tutto il 2021 e che molti prevedono si possa mantenere fino al terzo trimestre del 2022.

Un confronto con l’Europa 


Figura 2 – I semiconduttori della distribuzione  in Europa (Dati DMASS).

Il grafico di Figura 2 traccia l’andamento del venduto annuale della distribuzione così come registrato da DMASS1. Le barre verticali mostrano il venduto su base annuale mentre la linea tocca i punti che rappresentano il rapporto anno su anno.  Anche la distribuzione europea chiude il 2021  con una crescita del +22,6% non molto distante dal +21,3 dei semiconduttori di Assodel

                                                                    

Redazione Assodel

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