Elettrodomestici: che ruolo gioca l’Italia?

La produzione di grandi elettrodomestici in Italia è scesa ai minimi storici… Con un -9,5% complessivo, il settore del Bianco è passato infatti sotto ai 10 milioni di unità. Ad affermarlo è Ceced Italia, l’associazione che raggruppa i produttori di apparecchi domestici e professionali.

I dati parlano chiaro: la produzione si è ridotta di un terzo negli ultimi 15 anni. Nello specifico, nel 2017, le lavatrici sono calate del -14% mentre sono aumentate le lavastoviglie (+6,5%) e i frigoriferi sono rimasti stabili. Il segmento cottura è diminuito con un -12% per i forni e un -13,7% per i piani di cottura.
Anche l’export è diminuito del -19% nel secondo semestre 2017, a conferma che l’Italia non è più produttore di grandi volumi, ma si è riposizionato verso l’alto la gamma dei prodotti, rispondendo alla domanda del resto d’Europa.

 

I protagonisti del mercato

Per quanto riguarda la rete produttiva italiana, gli ultimi anni si sono caratterizzati per chiusure e concentrazioni.

In generale, sul territorio operano oggi le due multinazionali Whirlpool ed Electrolux.
Whirlpool ha il quartier generale delle attività Emea a Pero e in Italia ha sei siti: Fabriano (piani cottura), Comunanza (lavatrici), Cassinettadi Biandronno (elettrodomestici a incasso: frigoriferi, microonde, forni), Siena (congelatori), Carinaro (ricambi e accessori), Napoli (lavatrici).
Electrolux è attiva in 4 poli: a Porcia e Susegana (lavatrici e frigoriferi), Forlì (cottura) e Solaro (lavastoviglie). L’italiana Candy ha Brugherio (lavatrici), mentre sul mercato è entrata anche la cinese Haier, che produce frigoriferi a Campodoro.

Il rapporto del Ceced ha evidenziato inoltre che l’Italia resta al secondo posto dopo la Germania come polo manifatturiero dell’elettrodomestico, prima di Francia, Spagna, Uk e Polonia, considerata il più forte produttore emergente.

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