Il distributore 4.0: un partner affidabile

All’alba dell’acquisizione di Elettromeccanica ECC, Special-Ind traccia la propria strategia presente e futura, attraverso l’ad Fabio Pietribiasi. La testimonianza di un distributore elettronico d’importanza nazionale e internazionale

È un momento importante per il mondo della distribuzione elettronica. Special-Ind ha da poco annunciato l’acquisizione di Elettromeccanica ECC. Si tratta di un’operazione che coinvolge due aziende da sempre storiche protagoniste nel panorama italiano e internazionale. Che significato assume sul mercato e quale dimensione acquista l’impresa? A queste domande risponde Fabio Pietribiasi, Amministratore Delegato Special-Ind. Parte da un concetto: quello di distributore specialista, ruolo da sempre svolto dalla realtà milanese, mirato alla selezione dei partner e allo sviluppo del mercato insieme a loro.

«Questo compito consegue la creazione di figure specializzate su misura dei partner all’interno della stessa azienda. Inoltre, il distributore specialista tende a focalizzare la propria attenzione e competenza in alcuni mercati di riferimento».

Quindi, non solo specialisti di prodotto e tecnologie, ma anche di mercati e delle diverse regole di questi ultimi: dall’Automotive al Bianco, dalla Potenza al Militare/Spazio…

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Fabio Pietribiasi, Amministratore Delegato Special-Ind

In questa logica come va vista l’acquisizione di Elettromeccanica ECC?

È un’operazione che rientra nella strategia di ampliamento e diversificazione di mercato/prodotti perseguita anche in altri ambiti nel passato, che ci consente l’ingresso dalla porta principale nel mondo dei prodotti elettromeccanici. Inoltre, l’acquisizione comporta un ampliamento del portafoglio clienti, considerando che solo il 15% di essi sono sovrapposti. Un altro aspetto importante è che mediante questa operazione è possibile contare sull’inserimento di altri fornitori nel mondo power come Mitsubishi e Ixis – oggi Littelfuse. Non solo: l’offerta di dispositivi di visualizzazione presenti in ECC ci consente di rafforzare e completare la nostra offerta di prodotti e di soluzioni nell’area Embedded.

Ultimo elemento, ma non meno importante, riguarda l’espansione internazionale, che ora avrà una presenza anche in Spagna.

Infine, ora la nostra realtà conta circa 60 persone e, in termini di attività globale, è in grado di generare un valore sul mercato di circa 85 milioni di euro, entrando così a far parte dei primi cinque più importanti distributori italiani di elettronica.

Che importanza assume questa operazione per Special-Ind nella sua strategia di internazionalizzazione?

Abbiamo già una sede in Germania, la Special-Ind GmbH, e una filiale in Francia. Grazie all’acquisizione di Elettromeccanica ECC possiamo contare anche su una sede in Spagna. In Asia disponiamo di un ufficio in Cina, aperto nel 2005 inizialmente per seguire i fornitori da noi selezionati e oggi conta su un ruolo più ampio, finalizzato anche a supportare i clienti che hanno iniziato a sviluppare nuovi prodotti direttamente sul mercato asiatico.

Quindi, siamo presenti nei Paesi più importanti; fa eccezione l’Inghilterra che attualmente non rientra nei nostri piani. Gli obiettivi di Special-Ind sono di consolidare sia le attività attuali, per rientrare dagli investimenti che abbiamo fatto finora, sia il fatturato, raggiungendo entro quattro anni un’attività di 20 milioni di euro sul mercato estero. Tutto questo andrà a completare quanto già facciamo in Italia. Il mercato nazionale, pur rimanendo più limitato rispetto, per esempio, a quello tedesco almeno sei volte superiore, resta comunque il nostro riferimento.

Qual è il ruolo della distribuzione oggi?

Come Special-Ind abbiamo puntato sulla specializzazione e sull’innovazione. Personalmente, credo che il rapporto umano sia di particolare importanza dato il nostro ruolo. Stare accanto ai clienti, offrendo loro un ottimo servizio e garantendo un prezzo di mercato è una strategia che paga, tanto quanto essere un’azienda di fiducia capace di trovare e selezionare nuove tecnologie e produttori partner, verificare la loro affidabilità e la loro capacità di garantire la continuità anche in prospettiva. Infatti, considerando come la tecnologia sia in così rapida evoluzione assume ancor più importanza affiancare il cliente e sostenere le sue scelte, grazie anche alla continua formazione sia del personale esterno, sia di quello interno. Il rapporto che si stabilisce, quindi va al di là del servizio, certamente fondamentale, e si focalizza sull’essere un partner di fiducia e di riferimento.

Quali sono i mercati che nel prossimo futuro garantiranno maggiori soddisfazioni?

È un tema complesso. Di certo c’è il mondo automotive, specie per quanto riguarda i veicoli ibridi e i veicoli elettrici. In Italia, anche se FCA non ha ancora sviluppato una strategia green, esistono comunque player importanti nel comparto.

Il mondo industriale, seppure più frammentato, continuerà a crescere. L’Italia conta grandi produttori di macchine per la produzione. L’industry 4.0 offre già e garantirà ancor più grandi soddisfazioni.

L’Internet of Things è un argomento quanto mai interessante: saranno sviluppate numerose applicazioni, oltre al fatto che già oggi siamo circondati da sensori e device che generano dati. Si tratta di un potenziale enorme, insieme all’AI IoT di cui la Cina è un precusore.

Il mondo della sicurezza si svilupperà ancora di più in Italia come all’estero. Penso, per esempio, a quanto avvenuto in Francia dove, a causa dei vari episodi di terrorismo, la video sicurezza è ormai diffusa ovunque.

Personalmente, sto seguendo con particolare attenzione altri mercati quale quello della Smart City. In ogni caso ritengo che anche nei mercati che si svilupperanno nel prossimo futuro sarà cruciale il ruolo del distributore quale partner affidabile di componentistica in un ecosistema sempre più complesso, mantenendo il proprio modello e la propria filosofia.

Da persona esperta di mercato, cosa desidera per il futuro?

Mi auguro che ci sia la volontà di aumentare la domanda interna: oggi il nostro Paese sta vivendo molto sull’export, ma tutto può accadere, come testimoniano le politiche economiche delle banche centrali non europee e i dazi imposti da Trump. Essere dipendenti da scelte altrui si rivela quanto mai rischioso.

Infine mi aspetto di vedere Special-Ind, oggi azienda specialista in Italia, diventare un’azienda specialista a livello europeo, seguendo il nostro motto: L’arte di essere Specialisti.

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